È emergenza Fake News. Anche la Rai scende in campo

Stiamo sottovalutando una vera emergenza sociale che viaggia a vari livelli. Hanno creato un’industria molto produttiva e destabilizzante.
Dal 31 marzo anche Mamma Rai ha creato una struttura contro le fake news. Al timone c’è il direttore di Rai News, Antonio Di Bella. Lo ha comunicato alla stampa l’amministratore delegato della Rai, Fabrizio Salini. “Questa struttura sarà in grado di sminare le fake news, anche di raccontarle”, ha giurato Salini, intervenendo a Unomattina, rispondendo a una domanda sugli strumenti che la tv pubblica sta mettendo in campo per affrontare l’emergenza Covid 19. “Oggi le fake news sono un veleno che rischiano di minare l’informazione corretta e di minare la coesione sociale. Rai sulla coesione e l’inclusione sociale ha un compito essenziale, noi oggi mettiamo in campo un ulteriore strumento in grado di unire il paese e di dare dei segnali positivi”, ha detto ancora Salini sottolineando che l’iniziativa è un “ulteriore sforzo del Servizio Pubblico nell’informare correttamente il Paese” ed è prevista dal Contratto di servizio e dal Piano industriale triennale 2019-2021. Nel ricordare che noi paghiamo il canone, che viene prelevato dalla bolletta Enel, ci sembra comunque una buona notizia perché non ci aspettiamo che sulla Rai possano approdare fake news. E su questo ci ha tranquillizzato il responsabile: “E’ una struttura che si occupa delle fake news e delle imprecisioni riguardo all’informazione scientifica sul coronavirus, partendo dalle evidenze più urgenti per l’informazione pubblica”, ha spiegato all’Ansa Antonio Di Bella, che avrà al suo fianco come segretario operativo da Gerardo D’Amico, che segue l’informazione scientifica di Rai News 24.
E’ stato formato anche un comitato scientifico. C’è da dire che altre tv pubbliche lavorano da tempo a questo problema.

Penso alla Bbc che ha un team di giornalisti dedicati per ogni turno di lavoro, ma altri esempi ci sono in Europa e negli Stati Uniti. Proviamo comunque a vedere il bicchiere mezzo pieno anche se c’è poco da stare allegri. Vengo e mi spiego: da oltre due anni sostengo che le fake news rappresentano ormai una conclamata emergenza sociale. Non si tratta di un fenomeno a carattere casuale o episodico. E’ ormai evidente che esiste un’industria delle fake news. Bene è venuto fuori ufficialmente che la pandemia di coronavirus viaggia parallelamente all’infodemia generata attorno al Covid-19 per distorcere la realtà e influenzare il dibattito pubblico. Nelle ultime ore il Copasir ha confermato che queste attività di produzione di fake news sono in corso nel nostro Paese: in questa fase di emergenza “entità statuali esterne” stanno facendo disinformazione on line con una “una campagna infodemica che vede nei Paesi dell’Unione europea, e nell’Italia come obiettivo non secondario, il proprio target” come ha spiegato il presidente Raffaele Volpi, informando che il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica “ha investito l’onorevole Enrico Borghi di una prima ricognizione sull’argomento”. Le fake news non sono innocue bufale ma dietro ogni azione di disinformazione c’è precisa strategia che punta, anche in una situazione di emergenza a guidare il passaggio dall’infodemia alla psicodemia, e quindi allarme sociale, paura e panico. Anche i dati pubblicati dall’Oxford Internet Institute (Bradshaw, Howard, 2018) evidenziano come in 30 paesi sui 48 oggetto dell’indagine, agenzie governative, partiti politici stanno sfruttando le piattaforme social per alterare l’ambiente informativo, veicolare disinformazione e fake news, per promuove scetticismo e sfiducia con l’obiettivo di polarizzare i processi di formazione del voto, alimentare derive populiste e minare i processi democratici di partecipazione politica. E tra i Paesi che mostrano le maggiori criticità è inserita proprio l’Italia.Secondo quanto riportato dalle maggiori agenzie di stampa e media la campagna avviene mentre diversi Paesi, resi vulnerabili dalla crisi-Covid 19, “devono già affrontare la minaccia di scalate ostili ad asset strategici”. L’effetto della disinformazione è quello di destabilizzare i Paesi colpiti, indebolendo la tenuta dei Governi, già alle prese con l’emergenza Coronavirus.